Facciata dell'ex Casa del Fascio di Giuseppe Terragni a Como in bianco e nero, con la collina alle spalle
Ex Casa del Fascio, Como — foto: Danny Alexander Lettkemann · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Como è conosciuta nel mondo per il lago, le ville e la seta, ma per architetti e appassionati di design è anche un luogo di pellegrinaggio. Tra la fine degli anni Venti e la fine degli anni Trenta del Novecento la città divenne uno dei laboratori più vivaci del razionalismo italiano, grazie soprattutto a un giovane architetto, Giuseppe Terragni. Le sue opere si visitano facilmente a piedi, in un itinerario che dal centro storico scende verso il lungolago e lo stadio.

Giuseppe Terragni e la Como moderna

Terragni lavorò a Como in un'epoca di grande fermento: con lui operavano artisti e architetti che cercavano un linguaggio nuovo, fatto di geometrie pure, superfici essenziali, luce e trasparenza. Il risultato è un gruppo di edifici ancora oggi studiati nelle facoltà di architettura di tutto il mondo, inseriti con naturalezza nel tessuto della città. Anche la Fontana di Camerlata, che incontrerete arrivando in città da sud, appartiene a quella stessa stagione di ricerca artistica.

L'ex Casa del Fascio

Il capolavoro di Terragni si trova in piazza del Popolo, alle spalle del Duomo. Costruito tra il 1932 e il 1936, l'edificio ha una forma quasi cubica: la pianta è un quadrato di 33,20 metri di lato e l'altezza, 16,60 metri, ne è esattamente la metà. Le facciate alternano pannelli di pietra a parti vetrate e telai in cemento, in un gioco di pieni e vuoti diverso su ogni lato.

All'interno spicca il grande salone centrale a doppia altezza, illuminato da lucernari in vetrocemento. Dal 1957 l'edificio ospita un comando della Guardia di Finanza ed è tutelato come monumento dal 1986: si ammira dall'esterno, ma già la piazza, con la sua prospettiva sulla facciata, vale la sosta. Conviene osservarlo in momenti diversi della giornata, perché la luce cambia radicalmente la lettura delle sue superfici.

Il Novocomum

Scendendo verso il lago, in viale Sinigaglia, si incontra il Novocomum, condominio realizzato tra il 1928 e il 1929, quando Terragni aveva appena 23 anni. È considerato uno dei primi esempi di architettura moderna in Italia. La sua storia è curiosa: per ottenere l'approvazione del Comune, il progetto presentato mostrava facciate di gusto tradizionale; quando i ponteggi furono rimossi e apparve l'edificio vero, con gli angoli occupati da cilindri vetrati, scoppiò lo scandalo. Una commissione di esperti stabilì infine che il palazzo non danneggiava il carattere della zona.

La pianta a C rovesciata racchiude un cortile interno; i restauri hanno recuperato i colori originari, ocra e arancio, che rendono la facciata ancora più sorprendente. Si tratta di un edificio residenziale abitato: si osserva dalla strada, con rispetto per chi vi abita.

Il Monumento ai Caduti

Pochi passi più in là, sul lungolago di viale Puecher, si alza il Monumento ai Caduti, una torre di circa 30 metri inaugurata il 4 novembre 1933. L'idea risale a un disegno del 1914 del futurista comasco Antonio Sant'Elia; Terragni ne curò la realizzazione definitiva, definendo materiali, proporzioni e la cripta interna. Il monumento è rivestito in pietra del Carso e custodisce un grande monolite con i nomi dei caduti comaschi della Prima guerra mondiale.

Dalla sua base lo sguardo spazia sul primo bacino del lago, e il vicino Tempio Voltiano completa una passeggiata che unisce architettura, storia e paesaggio.

L'Asilo Sant'Elia e un itinerario a piedi

Per completare il quadro, potete raggiungere l'Asilo Sant'Elia, tra via dei Mille e via Andrea Alciato, progettato nel 1935 e costruito tra il 1936 e il 1937 per un quartiere popolare allora in espansione. Si sviluppa su un solo piano, con grandi vetrate che interpretano l'idea della scuola all'aperto.

  • Partenza: piazza del Popolo e l'ex Casa del Fascio, accanto al Duomo.
  • Tappa centrale: il lungolago con il Monumento ai Caduti e, poco oltre, il Novocomum.
  • Chiusura: l'Asilo Sant'Elia, in via dei Mille.
Da sapere: gli edifici razionalisti di Como sono in gran parte sedi di uffici, abitazioni o scuole e si ammirano dall'esterno. In alcune occasioni culturali vengono organizzate visite guidate: per date e modalità consultate i canali ufficiali del Comune di Como e degli enti promotori.

Dalla villa alla Como del Novecento

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